lunedì 9 febbraio 2015

La prima domenica senza il Viggiano

Ufficialmente ieri è stata la prima domenica di calcio senza la Polisportiva Viggiano,che com’è ben noto in seguito alla quarta rinuncia a Tursi è stata estromessa dalla FIGC  dal campionato di eccellenza al quale vi partecipava per la sesta volta. Il paradosso vivente nel comune valligiano è che  solo poco più di un anno fa,il 31 ottobre del 2013,l’amministrazione Alberti inaugurava il nuovo manto artificiale per la bellezza di 640.000 euro,mentre adesso si ritrova senza la sua squadra più rappresentativa e un campionato all’altezza.La scomparsa della Polisportiva Viggiano è stata vissuta con dispiacere certo  ma anche con   grande sollievo da parte dei suoi pochi ma fedelissimi tifosi che per sei mesi hanno assistito ad un calvario senza precedenti .C’è infatti chi sostiene che il Viggiano il peggio di sé lo abbia dato  a livello societario,un caos senza precedenti ,uno stillicidio inarrestabile di dimissioni.Dal  30 settembre è un’emorragia senza fine,inizia Postiglione. Ringrazio tutti quanti hanno creduto nella bontà del mio progetto e mi scuso se, per colpe non mie, tutto è così miseramente finito. Non sono pentito della scelta di venire qui, ma per la disastrosa situazione in cui versa la Polisportiva, senza che l'amministrazione corrisponda ai propri impegno, nessuno può farcela si giustificava cosi  in un comunicato apparso sul blog.Il 7 ottobre,cioè una settimana dopo  si legge:in data odierna si comunica che il Vice Presidente Michele   Di Rago,  ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni dal direttivo con conseguente rinuncia ad ogni potere di rappresentanza, sia federale che societaria. 24 ore dopo il Viggiano passa nelle mani di una donna :Maria Fedota. Non è giusto abbandonare quanti hanno creduto e credono in questo progetto sportivo. Proverò a portare a termine la stagione onorando il campionato, consapevole delle mille difficoltà che ci attendono aveva esordito il nuovo presidente subito alle prese con la grana Vullo.Il 13 ottobre infatti,il dimissionario tecnico attacca la società: Alla base della mia decisione c’è l’incapacità di identificarmi con il progetto sportivo  che a mio modo di vedere non e’ mai esistito  e il malumore di alcuni tesserati che non mi permettono di lavorare nelle condizioni ideali.Non mancano i colpi di scena:dopo aver provato inutilmente a convincere Fortunato,la società richiama Trani a sua volta dimissionario due giorni prima dell’esordio in campionato con il Latronico.Il tecnico di Tursi che aveva promesso la serie D in due anni,stabilisce il primato negativo di zero punti in otto partite e il 17 novembre dopo aver lanciato segnali di pace,Vullo si riprende il Viggiano. Nel frattempo la classifica piange,le casse societarie pure,Postiglione che non se n’era mai andato, bussa a denari ma riceve dall’amministrazione un altro due di picche.Il grande accusato è il sindaco Amedeo Cicala:in questi mesi è sembrato di assistere al remake di Peppone e Don Camillo,a spuntarla alla fine è stato il primo cittadino che non ha indietreggiato di un passo perseguendo  la linea dura e della coerenza.Cicala,accusato  di gestire da Postiglione il paese come un’azienda privata e di essere  un sindaco calcisticamente fazioso visti i trascorsi come calciatore della Dinamo Vejanum,avrebbe recentemente confidato  di essere dispiaciuto per la fine della Polisportiva Viggiano e di aver ribadito la filosofia della nuova amministrazione che riconosce un contributo solo a chi investe sul territorio. Ai più ad onor del vero,è parso che Postiglione fosse venuto a Viggiano solo perché qualcuno gli aveva detto che il Comune finanziava la squadra,spendendo il suo tempo per le battaglie legali piuttosto che dedicarsi alle vicende calcistiche.



                                                             Nicola Signoretti

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